Home » Estero » Il mini lavoro contro la disoccupazione

Il Parlamento del Regno Unito si prepara ad approvare un sistema di contratti senza tasse né contributi. Ma i sindacati giurano battaglia: “Creerà un esercito di sotto-occupati che non guadagneranno abbastanza per vivere ma che non potranno neanche prendere aiuti di Stato”.

Li chiamano già “mini-lavori”, sull’esempio tedesco, e secondo un nutrito gruppo di conservatori britannici costituiscono un modo per uscire dalla recessione, diminuire il tasso di disoccupazione e al contempo dare respiro a migliaia di persone senza lavoro. Ferve nel Regno Unito il dibattito e il voto è atteso in parlamento per il primo autunno. Obiettivo della maggioranza a Westminster – ma il partito dei liberaldemocratici, che è in coalizione, si sta già smarcando – arrivare a creare in Gran Bretagna un sistema di contratti liberati da ogni fardello di tasse e contributi, per invogliare le aziende ad assumere e il disoccupato medio a non confidare soltanto sull’assegno di mantenimento passato dallo Stato. In Germania il “mini-lavoro” consente di guadagnare una prima somma pari a 400 euro senza versare tasse e fondi pensione. E ora questo sistema lo si vuole introdurre anche a Londra.

Ma sindacati ed esperti del lavoro vanno all’attacco: “Sono solo una cura che non tocca il cuore del problema – ha detto al Financial Times Len McCluskey, segretario generale di Unite, uno dei più importanti sindacati del regno – e in questo modo si creerà un esercito di sotto-occupati che non guadagneranno abbastanza per vivere ma che non potranno neanche più prendere benefit e aiuti di Stato”. In effetti, la critica principale è che questo sia solamente un modo del governo guidato da David Cameron per diminuire artificialmente il tasso ufficiale di disoccupazione, alla stregua di quanto avvenuto in Germania.